Contact Us  - Contattaci

 

         

123 Street Avenue, City Town, 99999

(123) 555-6789

email@address.com

 

You can set your address, phone number, email and site description in the settings tab.
Link to read me page with more information.

Rapporto USCIRF 2025: La persecuzione e la repressione diventano transnazionali

COMUNICATI

I Comunicati Stampa del Centro Studi LIREC

Rapporto USCIRF 2025: La persecuzione e la repressione diventano transnazionali

Raffaella Di Marzio

E’ uscito il Rapporto Annuale dell’USCIRF sullo stato della libertà religiosa nel mondo.

L’USCIRF è una commissione del governo federale degli Stati Uniti d’America, indipendente e bipartisan, istituita nel 1998 con l’International Religious Freedom Act (IRFA). I suoi membri sono nominati dal presidente e dai leader parlamentari di entrambi i partiti politici.


UNO SGUARDO AL RAPPORTO

Il Rapporto USCIRF 2023 aveva aggiunto Cuba e Nicaragua alle nazioni che compiono violazioni molto gravi della libertà religiosa: la Special Watch List che include la nazioni CPCs (Countries of Particular Concern), in cui la libertà religiosa è violata in modo “molto grave” e illegale. Nel 2020 era stata inclusa in questa lista la Russia, che vi rimane, come testimonianza dei  pessimi risultati conseguiti.

Nel 2025 le altre nazioni incluse nella lista sono: Afghanistan, Burma, Cina, Eritrea, India, Iran, Nigeria, Corea del Nord, Pakistan, Arabia Saudita, Tajikistan, Turkmenistan  e Vietnam.

Ogni anno, purtroppo, una o più nazioni vengono aggiunte all’altra lista, la SWL (Special Watch List), che include quelle che compiono o tollerano violazioni gravi della libertà religiosa. A queste nazioni, nel 2023, per la prima volta, si erano  aggiunte lo Sri Lanka e la Siria che vi rimangono anche nel 2024. Le altre nazioni incluse sono: Algeria, Azerbaijan, Egitto, Indonesia, Iraq, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Malesia, SriLanka, Turchia e Uzbekistan.

Secondo gli standard dell’IRFA, le violazioni di queste nazioni sono “sistematiche, continue e gravissime. Tra queste si contano anche la tortura o la crudeltà, i trattamenti e le punizioni disumane e degradanti, la prigionia prolungata senza accuse, il rapimento di persone o la detenzione segreta e altre gravi violazioni del diritto alla vita, alla libertà o alla sicurezza personale”.

Per quanto riguarda la lista  EPC (Entities of particular concern), il rapporto 2023 includeva sette organizzazioni non statali che compiono gravi violazioni della libertà religiosa nelle zone del mondo dove operano e che vi rimangono anche nel 2024: al-Shabaab, Boko Haram, Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), Houthis, Islamic State Sahel Province (IS Sahel), Islamic State in West Africa Province (ISWAP) (chiamato anche  ISIS-West Africa), e Jamaat Nasr al-Islam wal Muslimin (JNIM).

Il Rapporto registra una crescita esponenziale di odio antiislamico in Europa nonostante i governi si siano attivati per punire i responsabili. Atti di violenza si sono verificati in Inghilterra, dove sono state attaccate alcune moschee, in Svezia, in Francia e in Germania, dove alcune musulmane sono state aggredite e private del loro hijab.

Si segnalano, tuttavia, anche casi di violazione dei diritti dei musulmani i cui responsabili sono persone che esercitano l’autorità nel terrirotorio di competenza. Tra i vari casi vengono citate le disposizioni del sindaco di Monfalcone che ha ostacolato il diritto al libero esercizio del culto in alcune moschee della città.

Gravi e rescenti episodi di antisemitismo si sono verificati ovunque, anche in Europa, con una frequenza maggiore a partire dall’attacco di Hamas a Isralele del 7 ottobre 2023 e la successiva operazione militare messa in atto da Israele a Gaza. Episodi gravissimi si sono verificati ad Amsterdam, Weimar, Lituania, Australia, Canada, Tunisia e altri Paesi dell’America Latina.

PERSECUZIONE E REPRESSIONE DIVENTANO TRANSNAZIONALI GRAZIE ALL’IA E ALLE PIATTAFORME DIGITALI

Il Rapporto del 2025 segnala altre tipologie di violazioni della libertà di religione e credo nel mondo del tutto nuove poichè rappresentano un pericolo transnazionale per i credenti: un numero crescente di nazioni è impegnata nella  repressione della libertà di religione e credo fuori dai propri confini. Nazioni come Russia, Cina, Belarus, e Turchia abusano del sistema del Red Notice per colpire credenti e dissidenti. Il Red Notice è un avviso diffuso dall’Interpol su richiesta di una forza di polizia nazionale (UCN). L’avviso viene memorizzato negli archivi dell’Interpol e può essere visualizzato immediatamente dalle forze di polizia di tutto il mondo. La persona segnalata dalla Red Notice Interpol viene individuata, arrestata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa di una richiesta di estradizione. Le nazioni sopraindicate si servono di questo sistema per colpire i dissidenti sulla base esclusivamente della loro identità religiosa o delle loro idee.

Nuove sfide e minacce alla libertà di religione e credo provengono anche dall’uso dell’Intelligenza Artificiale da parte di alcuni Stati, come la Cina, che usa l’AI per mettere in atto una sorveglianza massiccia di fedeli cristiani, praticanti di Falun Gong, gruppi etnico-religiosi, riuscendo a influenzare le informazioni di oltre 100 Stati e mettendo così  in pericolo i diritti dei fedeli fuori dai suoi confini. Minacce simili provengono dall’India, l’Egitto, la Russia e l’Iran che, utilizzando piattaforme digitali, come i social media, diffondono false informazioni su gruppi religiosi e dissidenti. In questo modo riescono a provocare una crescita esponenziale dei discorsi di odio che istigano alla violenza contro i gruppi-bersaglio.

LE VITTIME DI VIOLENZA MOTIVATA RELIGIOSAMENTE

L’ultimo e importante dato che il rapporto USCIRF segnala alle autorità degli Stati Uniti e al mondo è quello del numero delle vittime di violenza motivata religiosamente. Viene indicato il numero di vittime di cui si ha notizia certa, i responsabili della violenza e le motivazioni addotte dalle autorità statali o da singoli perpetratori, per giustificare la violenza.

Nel Rapporto 2025 la FoRB Victims List include più 2330 individui vittime, in crescita rispetto ai  2200 del 2023. Questi individui sono vittime di 28 diversi governi o organizzazioni non statali. In aumento anche il numero di persone ancora in carcere che nel 2023 erano 1300 e nel 2024 salgono a 1342, mentre è sconosciuta la situazione di centinaia di  persone imprigionate. Con questi numeri si nota un deciso aumento delle vittime rispetto al Rapporto USCIRF che registrava i dati pervenuti alla fine del 2023.

I tre governi responsabili del maggior numero di vittime, precisamente del 73%, sono la Cina, la Russia e l’Iran.

I gruppi più perseguitati nel mondo

Per quanto riguarda le accuse formulate dalle autorità, o le motivazioni della violenza perpetrata da singoli individui, l’USCIRF segnala che la maggior parte delle vittime viene arrestata per difendere la sicurezza nazionale. Gli Stati creano leggi ad hoc grazie alle quali mettono al bando le minoranze con accuse di questo tipo: terrorismo, estremismo, separatismo, sovversione, affiliazione a un gruppo bandito o a una “setta”. L’accusa di essere “setta” (cult) è il quarto motivo, e viene utilizzata nel 14% dei casi. Si presenta sempre in relazione alla prima accusa per ordine di importanza, quella di essere membro di un’organizzazione bandita dallo Stato. Altre accuse addotte per la carcerazione e le violenze sono l’apostasia, la blasfemia e i discorsi di odio. A queste, che sono le accuse più frequenti, seguono quelle di provocare il disordine pubblico, il rifiuto del servizio militare e altre.

scarica il rapporto uscirf 2025

RIFLESSIONI SUL RAPPORTO

Il Rapporto USCIRF 2025 va letto in ogni sua parte poichè le cause di numerose gravi e illegali persecuzioni di minoranze religiose e spirituali in tutto il mondo sono diverse, a seconda del contesto culturale e sociale in cui si verificano.

In alcuni casi risiedono nell’alleanza tra governi e gruppi paramilitari, oppure tra governi ed esponenti di religioni maggioritarie. Tuttavia, spesso esse si verificano grazie all’alleanza tra diversi agenti: autorità dello Stato,  associazioni e network antisette operanti in tutto il mondo e esponenti di chiese e istituzioni religiose maggioritarie che considerano le minoranze presenti sul loro territorio come una minaccia alla loro supremazia.

In questo contesto si inseriscono associazioni professionali o individui che hanno interesse a esacerbare i conflitti anche intentando cause legali contro gruppi etichettati come “sette” e spingendo i governi a emanare leggi repressive contro le “sette”. Il rapporto USCIRF denucia con chiarezza questo fenomeno. Si tratta di una strategia collettiva che istiga all’odio contro gruppi del tutto pacifici e funge da sostegno a iniziative di singoli parlamentari o di partiti politici finalizzate a discriminare o perseguitare gruppi del tutto pacifici. Tutti questi gruppi sono il bersaglio di discorsi di odio diffusi anche grazie alla complicità dei media. 

Una riflessione più approfondita richiede una disamina più ampia del processo che causa le violazioni e genera migliaia di vittime colpevoli solo di essere credenti. Queste considerazioni sono supportate dalle segnalazioni che LIREC riceve frequentemente dalle comunità con le quali è in contatto e confermate anche da altri rapporti dell’USCIRF, da numerose sentenze della CEDU e da dichiarazioni che ogni anno vengono presentate all’OSCE da ONG e altre istituzioni internazionali.

Siamo convinti che l’unico modo per prevenire e contrastare le persecuzioni è riconoscere e smascherare i responsabili attraverso un’informazione corretta che neutralizzi i discorsi di odio, raggiunga il vasto pubblico e rivesta un ruolo importante anche dentro le istituzioni.