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AGENZIA DIRE. SHOAH - LIREC RICORDA SIMONE, TESTIMONE DI GEOVA - CHI RIFIUTAVA ARMI VENIVA DECAPITATO

COMUNICATI

I Comunicati Stampa del Centro Studi LIREC

AGENZIA DIRE. SHOAH - LIREC RICORDA SIMONE, TESTIMONE DI GEOVA - CHI RIFIUTAVA ARMI VENIVA DECAPITATO

Raffaella Di Marzio

SHOAH - LIREC RICORDA SIMONE, TESTIMONE DI GEOVA: CHI RIFIUTAVA ARMI VENIVA DECAPITATO- OLTRE 4MILA IMPRIGIONATI NEI CAMPI, 1250 ERANO BAMBINI

(DIRE) Roma, 27 gen. - "Dimenticare l'Olocausto sarebbe uccidere una seconda volta" sono le parole di Elie Wiesel, sopravvissuto all'Olocausto e difensore dei diritti umani. Il Giorno della Memoria, ricorda il Centro Studi Lirec in una nota stampa, è una ricorrenza internazionale, celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell'Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005 durante la 42 riunione plenaria. Il genocidio nazista causò la morte di circa sei milioni di ebrei e anche di migliaia di Rom, Sinti, disabili, prigionieri di guerra sovietici e omosessuali. Altri, come i Testimoni di Geova, i socialisti e i comunisti, furono presi di mira per il loro credo religioso e per le loro idee politiche.

Sono numerose le storie dei sopravvissuti ai campi di concentramento ed è importante soprattutto in questo giorno soffermarsi su di esse, perché solo la memoria di chi ha vissuto quella tragedia ha la forza di suscitare in noi la ribellione a ogni forma di sopraffazione e il coraggio di opporsi alla violenza per difendere ogni essere umano.

(Com/Red/ Dire)

12:54 27-01-26

(DIRE) Roma, 27 gen. - Una di queste storie è quella di Simone Arnold-Liebster, nata in Alsazia il 17 agosto 1930, che apparteneva, con i genitori, alla comunità dei dei Testimoni di Geova a Mulhouse. I Testimoni di Geova furono sistematicamente perseguitati nel Reich tedesco e in gran parte dell'Europa governata dai nazisti. Più della metà dei membri della comunità religiosa - almeno 10.700 testimoni di Geova tedeschi e 2.700 provenienti dai Paesi europei occupati, sia donne che uomini - ha subito persecuzioni dirette, per lo più sotto forma di imprigionamento. Circa 2.800 Testimoni di Geova provenienti dalla Germania e altri 1.400 dall'Europa occupata dai nazisti furono imprigionati nei campi di concentramento. Lì furono stigmatizzati con il loro marchio, il "triangolo viola", e furono uno dei gruppi più numerosi di prigionieri nei primi campi di concentramento. 1.250 dei perseguitati erano minorenni, 600 bambini sono stati sottratti ai loro genitori dallo Stato nazista. Almeno 1.700 Testimoni di Geova persero la vita a causa della tirannia nazionalsocialista. Tra questi ci sono i 282 Testimoni di Geova giustiziati per obiezione di coscienza. Altri 55 obiettori di coscienza sono morti in custodia o in unità penali. Si tratta del gruppo più numeroso di obiettori di coscienza sotto il nazionalsocialismo (Dati tratti da https://alst.org/it/la-storia/).

Per Simone, ricorda il Lirec che da sempre è in prima linea sulla tutela dei diritti delle minoranze religiose, la scuola divenne un luogo dove mettere alla prova ogni giorno l'osservanza dei suoi principi religiosi, a partire dall'invasione tedesca del 1940 poichè la "germanizzazione" dell'Alsazia trasformò gli insegnanti in fanatici nazionalsocialisti. Simone Arnold-Liebster subì abusi psicologici e fisici, fu espulsa dal liceo e infine strappata alla madre nell'aprile del 1943 e portata in un riformatorio nazista a Costanza. Lì ha dovuto fare lavori forzati e sopportare abusi mentali. Se non fosse arrivata la liberazione, sarebbe stata trasferita in un campo di concentramento all'età di 15 anni.

(Com/Red/ Dire)

SHOAH. LIREC RICORDA SIMONE, TESTIMONE DI GEOVA: CHI RIFIUTAVA ARMI VENIVA DECAPITATO -3-

(DIRE) Roma, 27 gen. - Il 1 Luglio 1933 Amburgo aveva introdotto l'appello mattutino nelle scuole, mentre altri Länder avevano reso obbligatorie, tra le altre cose, le cerimonie commemorative, le marce, i saluti alla bandiera, il canto dell'inno nazionale e della canzone di Horst Wessel. Questo aveva reso la frequenza scolastica, per i bambini e i giovani Testimoni di Geova, un tormento quotidiano e un problema di coscienza. In seguito, a partire dal 1936, molti bambini Testimoni di Geova vennero sottratti, come Simone, ai loro genitori che erano considerati "ostili allo Stato". La tirannia nazionalsocialista ha strappato ai genitori un totale di circa 600 figli di Testimoni di Geova e li ha assegnati a famiglie affidatarie o deportati in istituti educativi. La sorte di tutti quei Testimoni di Geova che si rifiutarono di prendere le armi fu, invece, la decapitazione, di cui Simone fu testimone quando accadde al suo più caro amico: Marcel Sutter, decapitato per obiezione di coscienza ad Halle il 5 novembre 1943 all'età di 24 anni.

La madre di Simone e il padre soffrirono entrambi nei campi, ma, nonostante le privazioni e le torture, sono sopravvissuti, anche se profondamente colpiti dalla prigionia e dalle privazioni di ogni tipo, con conseguenze che hanno segnato il resto della loro vita. La loro forza, ricorda il Lirec, è stata sempre la fede grazie alla quale, dopo la liberazione, hanno avuto il coraggio di impegnarsi in un percorso di riconciliazione e compassione.

La "resistenza religiosa" dei Testimoni di Geova nei campi di concentramento è un esempio emblematico di quanto la fede possa mobilitare risorse spirituali e psicologiche fuori dal comune. Bruno Bettelheim (1903-1990), a questo proposito, dice che i Testimoni di Geova nei campi di concentramento "non soltanto dimostrarono una non comune dignità umana e un elevatissimo comportamento morale, ma sembravano protetti contro quelle stesse esperienze del campo di concentramento che in breve tempo distruggevano persone considerate molto ben integrate dai miei amici psicanalisti e da me stesso (Bettelheim 1998, 35)".

I Testimoni di Geova riuscivano a rimanere fedeli ai princìpi morali radicati nella propria fede in una condizione alienante, sottoposti a violenze disumane, e mostravano solidarietà e disponibilità ad aiutare e sostenere non solo i Testimoni di Geova, ma anche tutti gli altri internati. La straordinaria solidarietà verso altri gruppi di detenuti aveva un grande effetto sul piano morale e quindi anche sulla resistenza fisica alle privazioni, come hanno dimostrato anche le analisi di Tzvetan Todorov (1939-2017) sulla vita nei campi. Per quella solidarietà, che si tradusse ad esempio nella spartizione del cibo e nella cura degli ammalati, spesso i Testimoni si esposero alla violenza dei nazisti (Lotto 2008, 301). Nel giorno della memoria molte persone saranno ricordate, ed è importante non dimenticare nessuna di esse, indipendentemente dalla sua etnia, religione, dalle sue idee politiche, dal suo stato di salute, nazionalità, orientamento sessuale ecc.

Sono proprio le vittime dell'Olocausto ad aver dato vita a numerose Fondazioni, in tutto il mondo, per tenere viva la memoria di quanto è accaduto e impegnarsi per difendere i diritti umani fondamentali attraverso l'educazione dei bambini e dei giovani, a cui spetta conservare e trasmettere questa eredità.

(Com/Red/ Dire)

12:54 27-01-26