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Convegno CESNUR 2019: Re-Enchanting the World: Spiritualities and Religions of the Third Millennium

COMUNICATI

I Comunicati Stampa del Centro Studi LIREC

Convegno CESNUR 2019: Re-Enchanting the World: Spiritualities and Religions of the Third Millennium

Raffaella Di Marzio


Il 5 e 6 settembre 2019 il Campus “Luigi Einaudi” dell’Università di Torino ha ospitato  oltre duecento studiosi provenienti da  tutti i continenti per partecipare al Congresso Internazionale del CESNUR organizzato insieme al Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino,  al Laboratorio di Ricerca “Contemporary Religions and Faith in Transition” (CRAFT), l’ Italian Association of Sociology (AIS) - Sociology of Religions Section, il Center of Religious Sciences "Erik Peterson", l’International Society for the Study of New Religions (ISSNR).

Tra i relatori è stato possibile ascoltare i contributi di alcuni dei fondatori e dei più noti esponenti della disciplina accademica dello studio dei nuovi movimenti religiosi  fra cui Eileen Barker, della London School of Economics, J. Gordon Melton, della Baylor University di Waco (Texas), Bernadette Rigal-Cellard dell’Università Bordeaux Montaigne, Carole Cusack, dell’Università di Sydney, Boris Falikov, dell’Università Statale di Mosca per le Discipline Umanistiche, Yushuang Yao, della Fo Guang University di Taiwan, e i sociologi italiani Roberto Cipriani, Enzo Pace, Franco Garelli, Luigi Berzano, Stefania Palmisano, PierLuigi Zoccatelli e Massimo Introvigne, direttore del Cesnur.

Il tema del congresso, Re-Enchanting the World: Spiritualities and Religions of the Third Millennium, è stato declinato in in quarantadue sessioni, tutte  in lingua inglese, tranne sette  in lingua italiana.

Per comprendere l’ampiezza e completezza dei temi affrontati nelle sessioni è sufficiente fare solo alcuni esempi: pluralismo religioso, religione e diritto, libertà religiosa in Cina,  religioni  in Asia , cattolicesimo e altre religioni, scientology, satanismo, cristianesimo, religioni dell’India, spiritualità femminile, immaginario mediatico e “sette”, spiritualità indigene, sciamanesimo e religiosi di guarigione, New Age e spiritualità globale, Islam e globalizzazione, esperienze religiose individuali, spiriti alieni e rivelazioni, pellegrinaggi ed esperienza religiosa,  leadership carismatica, stati alterati di coscienza, religioni in Taiwan, e molti altri.

Degna di rilievo è stata, in particolare, la tavola rotonda che ha concluso il Congresso: Spiritualità in Italia. Discorsi in movimento, moderata dal Prof. Luigi Berzano e introdotta da  Stefania Palmisano e Stefano Sbalchiero. Hanno partecipato alcuni degli esponenti più autorevoli della disciplina: Erika Bernacchi (University of Firenze, Italy), Antonio Camorrino (University of Napoli Federico II, Italy), Roberto Cipriani (Roma Tre University, Italy), Anna Fedele (University of Bolzano, Italy), Franco Garelli (University of Torino, Italy), Monica Gilli (University of Torino, Italy), Alberta Giorgi (University of Bergamo, Italy), Enzo Pace (University of Padova, Italy), Simona Scotti (University of Firenze, Italy), Emily Pierini (American University of Rome, Italy), Giovanna Rech (University of Trento, Italy), PierLuigi Zoccatelli (CESNUR, Torino, Italy), Lia Zola (University of Torino, Italy).

L’importanza di questa tavola rotonda è legata alla presenza di questi accademici che hanno potuto confrontarsi e progettare nuove collaborazioni per lo sviluppo della conoscenza scientifica e obiettiva delle diverse forme spirituali che si vanno sviluppando nel nostro paese, dove talora  fungono anche da “lievito culturale e spirituale” in un contesto maggioritario cristiano-cattolico.

Il congresso, il trentaduesimo organizzato dal CESNUR in sedi prestigiose di tutti i continenti, ha visto non solo la presenza di studiosi di fama mondiale, ma anche una molteplicità di contributi presentati da giovani studenti e ricercatori italiani e stranieri che hanno identificato i diversi aspetti delle nuove forme di spiritualità minoritarie, considerate  anche in relazione a diversi filoni e matrici religiose e spirituali più antiche.

L’impeccabile organizzazione dell’evento, dovuto  al lavoro attento e competente del comitato scientifico e organizzativo, coadiuvato da alcuni studenti universitari, ha permesso che i lavori si svolgessero nel rispetto dei tempi e del programma previsto in un clima sereno e dialogico.

I contributi presentati nel corso delle quarantadue sessioni sono stati impostati secondo  i criteri e la metodologia scientifica richiesta da istituzioni accademiche come l’Università  e il Centro Studi sulle Nuove Religioni di Torino.

Oltre alle relazioni di numerosi studiosi di fama internazionale, sono stati di grande impatto e interesse anche le ricerche presentate dagli studenti dell’Università su gruppi, movimenti e tendenze religioso-spirituali poco conosciuti. L’impostazione aperta e creativa, nonchè rigorosa, emersa dalle presentazioni di questi ricercatori, mostra, da una parte la solida impostazione scientifica trasmessa dai docenti, e dall’altra un quadro di riferimento saldamente ancorato alla metodologia della ricerca scientifica.

La visita alle Comunità di Damanhur e alla Chiesa di Anima Universale, che ha concluso il convegno, ha dato ai partecipanti la possibilità di entrare in dialogo con le due comunità nel loro territorio di riferimento e nel contesto in cui esse sono state fondate e si sono sviluppate, dove attualmente, da decenni, svolgono le loro attività: un contesto che esse hanno contribuito a trasformare in tutti i sensi e, indubbiamente, in senso positivo, anche per ciò che riguarda la riqualificazione del territorio.

In conclusione, questo evento, per impostazione accademica, successo di pubblico e ricchezza di contributi scientifici, ha contribuito in modo significativo al progresso della scienza e della conoscenza, che sono gli antidoti più efficaci contro il pregiudizio e l’ignoranza, problemi inevitabilmente diffusi all’interno di una società pluralista e multireligiosa come è l’Italia del 2019.