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AGENZIA DIRE intervista i fedeli della Chiesa di Dio Onnipotente perseguitati in Cina

COMUNICATI

I Comunicati Stampa del Centro Studi LIREC

AGENZIA DIRE intervista i fedeli della Chiesa di Dio Onnipotente perseguitati in Cina

Raffaella Di Marzio

E’ stata pubblicata oggi l’intervista che l’Agenzia Dire ha realizzato con i fedeli della Chiesa di Dio Onnipotente. Silvia Mari ha dato voce alle testimonianze di due fedeli che hanno chiesto asilo in Italia. Le loro richieste sono state rifiutate e i fedeli rischiano per questo di essere rimpatriati n Cina, dove certamente subirebbero altre torture, la prigione e sarebbero in pericolo di vita.

Il Centro Studi LIREC è stato il primo a segnalare questo caso in Italia anche presso le Istituzioni, quando ha organizzato una Conferenza Stampa alla Camera dei Deputati, il 14 Dicembre 2017.

La nostra sede è stata messa disposizione dei fedeli per una articolata intervista alla Direttrice nell’Aprile 2018.

Infine, la Conferenza Stampa che abbiamo organizzato alla Camera dei Deputati il 18 Giugno 2019, sulla situazione delle donne appartenenti a minoranze religiose in Pakistan, seguita dall’Agenzia Dire, è stata l’occasione per conoscere anche il caso delle fedeli della Chiesa di Dio Onnipotente che hanno partecipato al dibattito successivo alla Conferenza Stampa.


Silvia Mari, dell’Agenzia Dire, ha conosciuto il loro caso e, come in altre occasioni, ha progettato e realizzato questo servizio nel quale cita anche il Centro Studi LIREC per il suo impegno nel denunciare non solo le persecuzioni attuate dalla Cina, ma anche le inadempienze del governo italiano che non interviene in alcun modo contro queste gravi violazioni dei diritti umani commesse dal governo cinese.

Siamo anche intervenuti ripetutamente per segnalare le gravi conseguenze del rifiuto delle richieste di asilo, basate per lo più su motivazioni fallaci e informazioni errate. Speriamo che questa intervista dell’Agenzia DIRE possa contribuire a creare intorno a questi fedeli la rete di solidarietà personale e istituzionale necessaria per accoglierli e salvarli da un governo che il fedele della Chiesa di Dio Onnipotente intervistato paragona a quello della Corea del Nord.

Grazie all’Agenzia DIRE per questo ulteriore contributo all’informazione corretta nei riguardi di religioni ingiustamente definite “sette”, non solo in Cina e in Pakistan, ma anche, più in generale, nel contesto occidentale dove si verificano comunque discriminazioni e abusi su minoranze religiose e spirituali, anche se la gravità di questi episodi non è la stessa di quella che abbiamo segnalato in Pakistan e in Cina.

Su questo tema e sulle inadempienze dell’Italia nei riguardi degli accordi internazionali e delle Linee Guida FoRB, il nostro Centro Studi ha presentato alla Camera dei Depuati una Strategia di implementazione delle Linee Guida UE sulla Libertà di Religione Credo e Coscienza. In quel documento abbiamo segnalato anche il caso dei rifugiati cinesi fedeli della Chiesa Di Dio Onnipotente come esempio di violazione del diritto internazionale da parte del nostro Paese che difficilmente concede a questi perseguitati il diritto all’asilo e alla protezione internazionale, in violazione anche delle leggi dell’Unione Europea che l’Italia ha sottoscritto.