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Solidarietà e condanna per  il grave attentato  alla moschea Al-Hoda di Cagliari

COMUNICATI

I Comunicati Stampa del Centro Studi LIREC

Solidarietà e condanna per il grave attentato alla moschea Al-Hoda di Cagliari

Raffaella Di Marzio

Il Centro Studi LIREC esprime la sua profonda solidarietà e condanna con fermezza quanto accaduto nella notte tra il 10 e l’11 giugno, davanti all’ingresso della Moschea Al-Hoda, dove sono state incendiate alcune fioriere che hanno danneggiato la porta della moschea e allarmato gli abitanti del quartiere che si sono adoperati per spegnere le fiamme, divampate rapidamente, annerendo gli altri edifici storici della via.

Le indagini dei carabinieri hanno stabilito che si tratta di un atto doloso e mirato poichè è stato trovato il punto di innesco e il liquido infiammabile.

Riteniamo che questo e molti altri episodi simili siano il frutto del clima di odio verso i musulmani in un contesto internazionale dove l’islamofobia si manifesta da molti anni in forme sempre più violente.

L’unico antidoto a questa malattia sociale è la guerra contro il pregiudizio verso i fedeli musulmani che spesso è collegata all’odio verso i migranti. Purtroppo questa propaganda è apertamente supportata da alcuni partiti politici che, così facendo, rischiano di istigare all’odio e alla violenza con esiti pericolosi non solo per i fedeli musulmani ma anche per i cittadini che pacificamente vivono nello stesso quartiere.

L'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia (UCOII) ha preso una decisione ferma contro questo attentato.

Di seguito il Comunicato Stampa:

L'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia (UCOII) prende con fermezza posizione contro l'attentato incendiario che nella notte tra il 10 e l'11 giugno ha colpito la moschea di via del Collegio a Cagliari. Il Presidente Yassine Baradai ha scritto al Ministro dell'Interno per chiedere misure urgenti di tutela.

L'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia (UCOII) prende con fermezza posizione contro l'attentato incendiario che nella notte tra il 10 e l'11 giugno ha colpito la moschea di via del Collegio a Cagliari, un luogo di culto della comunità musulmana sarda.

Il Presidente Yassine Baradai ha immediatamente sentito telefonicamente l'Imam della comunità di Cagliari, esprimendo la più profonda solidarietà dell'UCOII e delle comunità islamiche a essa aderenti. La nostra vicinanza è innanzitutto umana, prima che istituzionale. Ha inoltre sentito il referente UCOII per la Sardegna, con cui è in stretto contatto per seguire da vicino la vicenda e le necessità della comunità locale.

«Chi colpisce un luogo di culto colpisce una comunità intera e ferisce il patto di convivenza del nostro Paese. La comunità islamica italiana non può essere lasciata sola di fronte a una spirale di odio che va riconosciuta, prevenuta e contrastata con serietà dalle istituzioni», dichiara il Presidente UCOII Yassine Baradai.

Non si tratta di un caso isolato. Quando la violenza simbolica colpisce un luogo di preghiera, il messaggio è rivolto a un'intera comunità: "Non sei al sicuro". È un messaggio che affonda le sue radici in un clima più ampio, quello in cui la retorica dell'esclusione, dell'ostilità verso i musulmani e della paura calcolata viene legittimata da chi ha la responsabilità di guidare, non di dividere.

Le parole producono conseguenze. La retorica che presenta i musulmani come una minaccia, un problema, un pericolo, normalizza l'odio e crea il terreno in cui questi gesti germogliano. Non è un atto contro un edificio. È un atto contro una comunità.

Chiediamo che la magistratura faccia piena luce e che le istituzioni tutte garantiscano la sicurezza dei luoghi di culto.

Per questo il Presidente Baradai ha scritto al Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per chiedere misure urgenti di tutela dei luoghi di culto e delle comunità islamiche in Italia, a partire dalla garanzia di sorveglianza e dalla tempestività delle indagini.

Nella nota indirizzata al Ministro dell'Interno, UCOII chiede inoltre il monitoraggio dei gruppi estremisti anti-musulmani e islamofobi presenti sul territorio italiano e l'apertura di un tavolo di confronto istituzionale con le organizzazioni islamiche rappresentative, per condividere misure di prevenzione e protezione.

La libertà religiosa è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione. I luoghi di preghiera devono essere luoghi sicuri per tutti.