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ANSA. Testimoni di Geova, da 49 anni attendono l'intesa con lo Stato italiano

COMUNICATI

I Comunicati Stampa del Centro Studi LIREC

ANSA. Testimoni di Geova, da 49 anni attendono l'intesa con lo Stato italiano

Raffaella Di Marzio

Testimoni di Geova, da 49 anni attendono l'intesa con lo Stato italiano

Sentenza Strasburgo ha accertato 'discriminazione'. Conferenza stampa alla Camera

ROMA

(ANSA) - ROMA, 02 OTT - Il 4 aprile 2007 il Governo italiano firmò in un'unica giornata i testi di intesa con sei confessioni religiose. Cinque divennero legge. La sesta intesa, con la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, non è mai stata ratificata in Parlamento. A quasi vent'anni di distanza, la situazione non è cambiata.

La vicenda è stata al centro oggi di una conferenza stampa presso la Camera dei deputati, organizzata dal Centro Studi sulla Libertà di Religione, Credo e Coscienza (Lirec) su interessamento del deputato Roberto Giachetti. E' stata esaminata la sentenza dell'11 giugno 2026 della Corte europea dei diritti dell'uomo, con cui la Corte ha stabilito che l'Italia ha discriminato la Congregazione per motivi religiosi.

Il caso ruota attorno all'otto per mille che dal 1990 viene ripartito ogni anno tra lo Stato, la Chiesa Cattolica e le confessioni che hanno stipulato un'intesa con lo Stato, in base alle scelte espresse dai contribuenti nella dichiarazione dei redditi. Senza un'intesa, i Testimoni di Geova sono esclusi e nessun contribuente, nemmeno uno dei loro stessi fedeli, può scegliere di destinare l'otto per mille alla Congregazione.

La Corte di Strasburgo ha rilevato che 13 confessioni religiose hanno concluso intese con lo Stato italiano tra il 1984 e il 2021, al termine di procedure durate da tre a 22 anni.

E ha dichiarato di "non [essere] a conoscenza di alcuna situazione in cui un'altra confessione debitamente registrata si sia trovata nell'impossibilità di ottenere un'intesa" . I Testimoni attendono ormai da 49 anni, più del doppio della più lunga di quelle procedure.

E l'asserita "discriminazione" continua. L'8 luglio scorso, a meno di un mese dalla pronuncia di Strasburgo, il Parlamento ha approvato con la legge n. 126 l'intesa con la Diocesi ortodossa romena d'Italia, la quattordicesima in ordine di tempo. È diventata legge a meno di 18 mesi dalla sottoscrizione, avvenuta nel febbraio 2025.

I Testimoni di Geova hanno chiesto per la prima volta un'intesa 49 anni fa, nel 1977, e i testi sottoscritti nel 2000 e 2007 non sono mai stati ratificati. Un terzo testo è stato siglato nel 2014, ma mai firmato dal presidente del Consiglio dei ministri. Nel luglio 2015 il governo riaprì le trattative per approfondire alcune questioni in materia sanitaria. Dal 2016, le richieste della Congregazione di riprendere i colloqui sono rimaste senza risposta. I relatori hanno descritto l'accaduto come "un esempio di paralisi procedurale e istituzionale, protrattasi, a loro dire, per quasi cinquant'anni".

Nella conferenza stampa, introdotta e moderata da Raffaella Di Marzio, direttrice del Centro Studi Lirec, è stato espresso l'auspicio che "in futuro i rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose siano regolati da norme che non consentano alcuna forma di discriminazione, nel pieno rispetto delle disposizioni costituzionali in materia di libertà religiosa".

(ANSA).