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LIREC aderisce alla Dichiarazione del CESNUR  sui rifugiati che fuggono a causa della persecuzione religiosa

COMUNICATI

I Comunicati Stampa del Centro Studi LIREC

LIREC aderisce alla Dichiarazione del CESNUR sui rifugiati che fuggono a causa della persecuzione religiosa

Raffaella Di Marzio

Il Centro Studi sulla Libertà di Religione Credo e  Coscienza aderisce alla Dichiarazione del CESNUR “International Religious Freedom Day 2017  - CESNUR’s Statement on Refugees Fleeing Religious Persecution” che si riporta integralmente:


Il 27 ottobre 2017 è la Giornata Internazionale della Libertà religiosa

Il CESNUR coglie questa opportunità per richiamare l’attenzione delle organizzazioni internazionali, dei governi e delle religioni sulla drammatica situazione dei rifugiati che chiedono asilo a causa delle persecuzioni religiose.

Il giorno 23 ottobre 2017 abbiamo partecipato ad una Conferenza a Seul, in Corea, dedicata alla drammatica situazione dei rifugiati che fuggono dalla Cina per sottrarsi alla persecuzione religiosa, inclusi i membri della Chiesa di Dio Onnipotente, che è bandita in Cina,  e i cui fedeli sono lì perseguitati sistematicamente. La maggior parte di loro non ha ottenuto asilo in Corea e in altri Paesi con il rischio reale di dover tornare in Cina dove sarebbero incarcerati o peggio. Nella stessa situazione si trovano altri gruppi e movimenti.

L’opinione pubblica in molti Paesi non è in grado di distinguere tra emigranti per motivi economici e rifugiati. La distinzione è chiara nelle Dichiarazioni internazionali. Nel 2004, l’ United Nations High Commissioner for Refugees ha pubblicato delle linee guida sui rifugiati per motivi religiosi. Queste linee guida chiariscono che le religioni nuove e non tradizionali hanno diritto alla stessa protezione delle religioni più diffuse; che gli individui non dovrebbero provare che sono stati perseguitati individualmente e che è sufficiente che ci sia uno schema generale di persecuzione contro il loro gruppo; e che “persecuzione” dovrebbe essere interpretata in modo ampio, includendo la proibizione di praticare liberamente e diffondere la propria religione.

Le sentenze di molti tribunali internazionali hanno anche specificato che le accuse a carico di un movimento religioso di essere responsabile di crimini, non sono di per sè la base per rifiutare le richieste dei rifugiati per motivi religiosi, a meno che essi non siano personalmente responsabili dei crimini e ci sia una ragionevole prova che i crimini sono reali e non  accuse inventate, create per giustificare la persecuzione.

Nel giorno internazionale della libertà religiosa 2017  il CESNUR sollecita tutte le organizzazioni internazionali, i governi e le religioni a lavorare per la protezione di tutti i rifugiati per motivi religiosi  e l’applicazione delle linee guida delle Nazioni Unite alle richieste di asilo basate su motivi religiosi, incluso il caso paradigmatico dei membri della Chiesa di Dio Onnipotente fuggiti dalla Cina, così come quelle di altre situazioni drammatiche e urgenti.